Intervista esclusiva

FEDERICO MOCCIA

SCUSA MA TI CHIAMO… BUONGUSTAIO!

È AUTORE DI LIBRI, TRADOTTI IN OLTRE QUINDICI LINGUE NEL MONDO, CHE FANNO SOGNARE MILIONI DI ADOLESCENTI INNAMORATI, E NON SOLO… IN QUESTA INTERVISTA, “IL RE DEI LUCCHETTI AMOROSI” CI CONFESSA A SORPRESA UN SUO AMORE SPECIALE: QUELLO PER IL BUON CIBO!

di Fabrizio Del Re, foto Andriy Monus

Sei tu è l’ultima fatica letteraria di Federico Moccia, un altro appassionante romanzo, edito da Mondadori, che celebra la forza dell’amore. E che già si conferma un successo. L’ennesimo nella lunga carriera dell’autore capitolino. Lo incontriamo a Bracciano, in occasione dell’evento L’arte del ricevere; un paese che lo scrittore fa visitare ai protagonisti di un altro suo fortunato libro, Quell’attimo di felicità, pubblicato lo scorso anno. “Adoro Bracciano – ci spiega – i suoi scorci, il lago e anche i meravigliosi prodotti enogastronomici di questa località”. E poi aggiunge scherzando: “Considerando quello che ho potuto ammirare e gustare qui oggi, il mio prossimo libro potrei benissimo intitolarlo Scusa ma vorrei mangiare!” (il riferimento è alle sue opere:Scusa ma ti chiamo amore e Scusa ma ti voglio sposare, ndr).

A proposito di mangiare, qual è per Federico Moccia il rapporto tra eros e cibus?

Per me il buon cibo è fondamentale per avvicinarsi all’amore con amore. La buona tavola è già di per sé un atto d’amore, sia per la cura nelle preparazioni, sia per la capacità di metterci in sintonia con noi stessi, facendoci dimenticare per un momento i problemi di tutti i giorni.

Ti sei mai cimentato ai fornelli?

Qualche volta… In realtà so fare poche cose, tra cui una carbonara ‘vegetale’ con zucchine, carote e mais. La verità è che preferisco mangiare! (risate)

Cosa prediligi a tavola?

I primi piatti la fanno da padrone, in particolare i risotti: alla pescatora, allo champagne, alle fragole. Tutte ricette che richiedono molta maestria; però, se eseguite bene, sono veramente eccezionali.

Amore fa rima con vino: sei d’accordo?

Certo, si tratta di un connubio millenario. Recentemente, grazie a mia moglie, ho avuto anche modo di frequentare un corso base per sommelier, dove ho approfondito con molto piacere l’importanza del saper bere e del corretto abbinamento cibo/vino.

Cambiamo argomento. Nei tuoi libri spesso affronti le tematiche adolescenziali. Un tuo collega, M. Recalcati, ha pubblicato di recente un saggio in cui spiega il rapporto tra genitori e figli attraverso tre figure: il figlio-Edipo, che contesta il padre; il figlio-Narciso, che piega l’ordine familiare alla legge arbitraria del suo capriccio individualista; infine il figlio-Telemaco, che si distingue dagli altri due perché incarna l’odierna ricerca del ruolo genitoriale. Cosa ne pensi?

Recalcati è stato un attento narratore di momenti diversi. Personalmente penso non si possa generalizzare; oggi anche i genitori mostrano serie difficoltà ad assumere il loro ruolo, perché, come ho cercato di raccontare anche nei miei romanzi, non vogliono smettere di essere eterni ragazzi. L’importante è avere un buon dialogo con i propri genitori, poi dove ci si pone rispetto a Edipo o a Telemaco, questo resta da vedere.  

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A proposito dell'autore

ilPunto Magazine, rivista di Enogastronomia & Turismo. La prima e unica pubblicazione di settore del comprensorio a nord di Roma, distribuita gratuitamente e capillarmente, ad occuparsi sistematicamente di turismo ed enogastronomia, di ristorazione e prodotti locali, di informazione ed enomarketing, di eventi e cultura del buongusto, di nuove mode e tendenze turistiche.

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