LE IMPRESE ALIMENTARI DOMESTICHE

PRODURRE E VENDERE LEGALMENTE ALIMENTI FATTI IN CASA: ORA È POSSIBILE!

a cura del Dr. Paolo Roccetti, laureato in Tecniche della prevenzione dell’Ambiente e Nei Luoghi di Lavoro e Tecnico Competente in Acustica Ambientale, e del Geom. Federico Bellucci.

Per saperne di più: Studio Roccetti, Tel 333.4037175 – 392.5765121 – [email protected].

Studio Geom. Bellucci, Tel 392.1551262 – 06.99225178 – V.le Italia 7, Ladispoli (RM)

L’HOBBY CHE DIVENTA LAVORO

Molto spesso mi è capitato di imbattermi in alimenti come ad es. torte, marmellate, conserve, dall’aspetto ottimo ma di provenienza non dichiarata, commercializzati sottobanco o in maniera vaga, perché non era possibile spiegare che erano stati preparati in casa. Oggi il problema può essere superato e finalmente diventa possibile realizzare all’interno della propria cucina domestica un vero e proprio laboratorio regolarmente autorizzato.

Questa può essere un’ottima possibilità per tutti coloro che hanno una passione e vorrebbero trasformarla in un lavoro, ma non hanno le forze economiche per acquistare o affittare un locale commerciale e adeguarlo alle normative vigenti (sugli impianti, sulla sicurezza e in materia igienico sanitaria). Ho visto molte volte, infatti, ottime idee e persone con eccellenti potenzialità arenarsi prima di partire perché spaventate dall’impresa economica.

QUALI REQUISITI OCCORRONO

Studiando il regolamento 852/04 (che è la normativa quadro sull’igiene dei prodotti alimentari), all’Allegato II, Capitolo III, si parla dei “requisiti applicabili ai locali utilizzati principalmente come abitazione privata, ma dove gli alimenti sono regolarmente preparati per essere commercializzati”, prevedendo quindi, di fatto, la possibilità della produzione domestica. I requisiti elencati dal citato regolamento sono:

  • presenza di appropriate attrezzature per la sanificazione degli operatori e delle attrezzature;
  • idoneità delle superfici utilizzate per la preparazione degli alimenti, lisce e lavabili;
  • zona lavaggio alimenti;
  • acqua potabile calda e fredda;
  • attrezzature idonee per lo stoccaggio e l’eliminazione dei rifiuti;
  • attrezzature per mantenimento cibi a temperatura controllata;
  • procedure per evitare contaminazioni crociate.

È evidente che l’ambiente domestico presenta delle problematiche che in un laboratorio professionale non troviamo: ad es. La presenza di animali domestici o di oggetti utilizzati per la vita quotidiana, oltre a comportamenti e abitudini che in un’attività verrebbero evitati, come quello di accedere in cucina con le stesse scarpe e abbigliamento utilizzati per uscire a fare la spesa o la presenza di una sola attrezzatura frigorifera, utilizzata per la conservazione di tutte le categorie merceologiche contemporaneamente; ovviamente tutte queste situazioni devono essere opportunamente gestite.

Per questo è fondamentale farsi affiancare nella vostra idea da un consulente esperto in igiene degli alimenti che vi aiuti a redigere il Manuale di Autocontrollo (HACCP) che dovrà contenere tutte le procedure applicate nella vostra azienda alimentare domestica.

LA REGOLARITÀ URBANISTICA

Anche dal punto di vista urbanistico sono necessarie una serie di verifiche. La prima cosa che un tecnico deve fare è sicuramente un sopralluogo all’interno dell’immobile con il proprietario, per accertarsi delle altezze interne, della distribuzione dei tramezzi e delle finestrature, dell’esistenza dei servizi igienici. È necessario, in particolare:

  • Procedere ad un rilievo planimetrico dell’immobile;
  • Richiedere le certificazioni elettriche e termoidrauliche;
  • Richiedere la concessione edilizia dell’immobile;
  • Richiedere il certificato di agibilità.

Per quanto riguarda la regolarità urbanistica, si ricorda che ogni immobile ha una ‘legittimità urbanistica’ espressa da una licenza edilizia, concessione edilizia o permesso di costruire. È importante che lo stato di fatto sia conforme all’ultimo progetto edilizio presentato e protocollato dal Comune; in caso contrario gli interventi sono da considerarsi realizzati in maniera “abusiva o irregolare”, cioè non conformi alle leggi che disciplinano gli interventi edilizi (TU DPR 380/01).

L’agibilità è un requisito necessario per l’utilizzo di qualsiasi immobile ed è atto autonomo e presupposto rispetto a qualsiasi ulteriore autorizzazione, licenza o atto abilitativo riferito all’esercizio di una specifica attività commerciale nel locale stesso. Ciò significa che l’agibilità non può mai intendersi come acquisita tacitamente solo per il fatto che nell’immobile sia stata esercitata, anche per lungo tempo, una determinata attività. Il fatto che il locale non abbia subito alcuna modifica ha rilevanza soltanto rispetto alla data di rilascio di un certificato di agibilità; se questo non è mai stato rilasciato, la mancanza di modifiche non ha importanza. Ad ogni modo, il fatto che non si trovi copia del certificato di agibilità è praticamente irrilevante; ciò che conta è che il certificato sia stato effettivamente rilasciato, ma la ricerca dovrebbe essere fatta negli archivi dell’Ufficio Tecnico e non in quelli dell’Ufficio Commercio.

 

È BENE SAPERE CHE…

Ricordate che ‘un’attività domestica’ è a tutti gli effetti ‘un’azienda’ con tanto di partita iva e comunicazione di inizio attività (SCIA, DIA Sanitaria, ecc.): sarete quindi soggetti a controlli da parte del Comune e della ASL. È fondamentale precisare, inoltre, che all’interno dell’ambiente domestico sarà possibile avviare un’attività di preparazione degli alimenti (gastronomia, pasticceria, conserve, ecc.) ma non di vendita e di somministrazione in loco. Restano quindi vietati gli Home Restaurant, fenomeno nato negli ultimi anni ma al momento non normato e quindi non autorizzabile.

A CERVETERI LA PRIMA ATTIVITÀ DOMESTICA IN ZONA

L’apertura della prima attività domestica sul territorio è il risultato di un lungo processo di approfondimento, di verifiche e confronti con i soggetti interessati dall’iter autorizzativo, condotto da Caritas Porto-Santa Rufina nell’ambito del progetto L’Ora Undecima, co-finanziato da Caritas Italiana con il contributo dei fondi CEI 8×1000.

Il progetto, con il quale il sottoscritto collabora per gli aspetti di sicurezza ed igiene, offre, infatti, un supporto a 360 gradi per l’avvio di un’attività imprenditoriale o libero-professionale, ed ha aiutato Michela De Paolis, la neo titolare di MarmellìMarmellà, a trasformare la sua passione per le marmellate, conserve e dolci fatti in casa, in una vera e propria attività imprenditoriale realizzata interamente presso la sua abitazione, in regola con tutte le autorizzazioni di legge.

MarmellìMarmellà è infatti una delle 12 attività avviate di recente con il supporto de L’Ora Undecima, ed è la prima microimpresa domestica aperta sul territorio non solo di Cerveteri ma anche dei Comuni limitrofi.

Attraverso i servizi messi a disposizione gratuitamente da L’Ora Undecima, Michela è stata accompagnata nell’individuazione di tutti gli adempimenti necessari per l’avvio, ha potuto verificare la fattibilità del suo progetto d’impresa ed è stata supportata economicamente sia con un contributo a fondo perduto, concesso direttamente dalla Caritas Diocesana, sia attraverso l’accompagnamento nell’accesso ad un piccolo prestito agevolato. L’esperienza maturata ha ora aperto la strada a chi, come Michela, vuole mettere in gioco le sue specifiche abilità culinarie al di là del circoscritto ambito familiare. Non basta però avere la passione e la disponibilità di un’abitazione per aspirare ad aprire una microimpresa domestica.

È necessario, infatti, avere a disposizione gli spazi necessari e verificare che locali ed attrezzature siano a norma con le disposizioni di legge. Si consiglia quindi cautela nell’apertura del vostro laboratorio domestico, per il quale sarà infatti indispensabile uno studio preliminare di fattibilità, per verificare:

  • l’esistenza di tutti i requisiti igienici, ed eventualmente quali modifiche apportare alla vostra cucina;
  • la regolarità urbanistica dell’immobile;
  • prendere contatto con il Comune in cui si trova l’abitazione per verificare, la posizione del Comune stesso verso l’apertura di questa tipologia di attività (a molti sconosciuta) e verificare eventuali divieti dovuti a vincoli, ecc.;
  • studiare nel dettaglio il prodotto che vorreste produrre per evidenziarne tutte le criticità.

COME AVVIARE L’ATTIVITÀ

Come detto, le Imprese Alimentari Domestiche danno l’opportunità a chiunque di poter diventare un piccolo imprenditore nel campo alimentare, potendo così testare la propria passione e le proprie capacità, senza però dover affrontare le importanti spese di progettazione e realizzazione di un laboratorio professionale (tradizionale).

A nostro avviso, infatti, le Attività Alimentari Domestiche possono essere considerate sia una valida alternativa a chi vuole intraprendere una piccola attività con basso rischio di impresa, sia un’opportunità per sperimentare le proprie capacità per poi lanciarsi in un’impresa più grande ma con maggiore serenità e maturità. I principali quesiti delle persone che ci hanno contattato riguardano la fattibilità e le possibilità di vendita dei propri prodotti.

LA FATTIBILITÀ

Per quanto riguarda la fattibilità, come già descritto, sarà infatti indispensabile uno studio preliminare, per verificare:

  • l’esistenza di tutti i requisiti igienici, ed eventualmente quali modifiche apportare alla vostra cucina;
  • la regolarità urbanistica dell’immobile;
  • prendere contatto con il Comune in cui si trova l’abitazione per verificare la posizione del Comune stesso verso l’apertura di questa tipologia di attività (a molti sconosciuta) e accertarsi di eventuali divieti dovuti a vincoli, ecc.;
  • studiare nel dettaglio il prodotto che vorreste produrre per evidenziarne tutte le criticità.

 

QUALI SONO LE OPPORTUNITÀ DI VENDITA

Le opportunità di vendita del vostro prodotto sono svariate:

  • fornitura ad altre attività, come ad esempio bar; infatti molti bar non hanno un laboratorio e non possono preparare e/o cuocere dolci, quindi una fornitura di pasticceria fresca e secca presso tali attività può essere un’ottima opportunità, sia per l’attività domestica sia per il bar stesso, che in questo modo può proporre ai propri clienti dei prodotti artigianali, tracciati, con tutti i vantaggi di una filiera corta.
  • Vendita dei propri prodotti presso mercati, sagre e feste (ovviamente previo l’idoneo percorso autorizzativo); sono infatti molti i mercati organizzati da associazioni e Comuni, con la conseguente opportunità di far conoscere a molti il vostro prodotto.
  • Consegne a domicilio; è infatti esclusa la vendita presso il laboratorio, ma non sembrano esserci limitazione per eventuali ordini e consegne presso il cliente finale (ovviamente in questo caso andrà autorizzato anche il mezzo di trasporto).
  • Attività di Catering per eventi privati, ecc.
  • Commercio online dei propri prodotti.

 

UN’IDEA PER VENDERE I VOSTRI PRODOTTI

Un esempio di dove poter vendere i prodotti di un’attività alimentare sul nostro territorio è il Mercato della Terra di Canale Monterano, organizzato dalla Condotta Slow Food di Bracciano e patrocinato dal Comune di Canale Monterano; mercato nel quale si incontrano produttori che rappresentano il territorio e le sue peculiarità. Per informazioni potete contattare la fiduciaria della Condotta Slow Food di Bracciano, la Sig.ra Barbara Santangelo, al seguente numero: 333.8365694.

 

INTERESSANTE INIZIATIVA DELLA CARITAS DI LADISPOLI

Il primo passo che consigliamo gli aspiranti imprenditori che vogliano aprire un’Attività Alimentare Domestica, è sicuramente quello di verificarne la fattibilità con professionisti qualificati e, parallelamente, di valutare un’interessante iniziativa della Caritas Porto-Santa Rufina di Ladispoli.

Per avere un supporto nella valutazione della fattibilità della vostra microimpresa domestica potete rivolgervi alla Caritas Diocesana, che attraverso il progetto L’Ora Undecima offre, in modo del tutto gratuito, un’assistenza a 360 gradi a supporto della creazione d’impresa. Il progetto, realizzato da Caritas Porto-Santa Rufina in collaborazione con Caritas Italiana e con il contributo dei fondi CEI 8×1000, prevede, infatti, un’offerta integrata di servizi finalizzati ad accompagnare i giovani e i meno giovani a costruirsi un futuro, attraverso l’avvio di un’attività di impresa o lavoro autonomo.

 

Ecco i servizi offerti dal progetto:

 

  • incontri informativi, in cui vengono fornite informazioni generali per l’avvio di una qualsiasi attività imprenditoriale che potranno riguardare i requisiti professionali richiesti per l’avvio, gli adempimenti da porre in essere e le procedure, gli enti competenti, ecc.;
  • consulenze specialistiche, finalizzate ad approfondire particolari aspetti in materia fiscale, contributiva, di igiene e sicurezza;
  • corso di formazione per aspiranti imprenditori, finalizzato ad acquisire conoscenze e competenze specifiche per l’avvio e la gestione di un’attività d’impresa o libero professionale;
  • percorsi di coaching per la creazione d’impresa, realizzati attraverso incontri di gruppo e individuali;
  • assistenza per lo sviluppo del business plan finalizzato a valutare la fattibilità dell’idea, a definire il fabbisogno finanziario e, se necessario alla realizzazione del progetto, ad accedere a finanziamenti pubblici o privati;
  • sostegno economico all’avvio a fondo perduto, attraverso il fondo messo a disposizione da Caritas Diocesana;
  • assistenza per l’accesso a finanziamenti agevolati.
  • servizi di supporto all’inserimento lavorativo.

 

Per info sul progetto “L’Ora Undecima” e sulle modalità di accesso ai servizi:

Centro Caritas Santi Mario, Marta e figli, Via Enrico Fermi, 10 – Ladispoli (RM), Tel. 06.9946428 – 320.8314898 – [email protected]

 

Lo Studio Roccetti offre la sua disponibilità ad effettuare sopralluoghi nelle abitazioni di coloro vogliano avviare un’attività domestica, al fine di verificarne la fattibilità.

Per info ed appuntamenti: Tel. 333.4037175 – 392.5765121 – 06.99226088 – [email protected]

 

A proposito dell'autore

ilPunto Magazine, rivista di Enogastronomia & Turismo. La prima e unica pubblicazione di settore del comprensorio a nord di Roma, distribuita gratuitamente e capillarmente, ad occuparsi sistematicamente di turismo ed enogastronomia, di ristorazione e prodotti locali, di informazione ed enomarketing, di eventi e cultura del buongusto, di nuove mode e tendenze turistiche.

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