CON L’AVVICINARSI DELLA ‘PROVA COSTUME’ L’ESIGENZA DI PERDERE PESO PER MOLTI DIVENTA IMPELLENTE. IN QUESTO ARTICOLO ANALIZZIAMO DUE DIETE CHE VANNO PER LA MAGGIORE. ATTENZIONE PERÒ: QUI NON TRATTIAMO LA VALIDITÀ DELLE DIETE, MA SOLO LA DESCRIZIONE DEL REGIME ALIMENTARE

di Marikla Aillaud, Biologa Nutrizionista. Per saperne di più: [email protected]

LA DIETA DEI GRUPPI SANGUIGNI

 

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Più che un regime alimentare, potremmo definire la dieta dei gruppi sanguigni un insieme di direttive alimentari per la vita: si tratta di individuare il proprio gruppo sanguigno e da esso derivare determinate indicazioni riguardanti l’alimentazione.

Buona parte delle ricerche sul tema è stata svolta in Giappone, ma come vero e proprio ideatore della dieta viene riconosciuto il naturopata statunitense P. d’Adamo. La filosofia alla base della Blood-type Diet è che appunto l’appartenenza a un gruppo sanguigno determina in ciascuno di noi una particolare disposizione biologica verso alcune categorie di alimenti: a seconda del nostro blood-type l’organismo presenta necessità specifiche nei confronti di certi gruppi alimentari e, viceversa, è per sua natura avverso ad altri. Ma cerchiamo di fare chiarezza dando un’occhiata un po’ più da vicino…

  • Gruppo sanguigno 0 o dei raccoglitori-cacciatori. Il più antico. Alimenti fondamentali: carne ovina e bovina, selvaggina, verdure (broccoli, cicoria, indivia, verza, zucca e semi di zucca, prezzemolo, peperoni, spinaci, aglio, cipolle), ananas e prugne (compreso il succo), fichi, noci, yogurt e kefir, spezie (curcuma, cumino, maggiorana). A causa di una predisposizione potenziale alla carenza di iodio è altamente consigliato il consumo di pesce, meglio se di mare e preferibilmente ‘azzurro’ (1-2 volte/sett.), e il sale, da assumersi solo se di tipo ‘marino integrale’ per via della presenza di iodio naturale, andrebbe macinato con alghe marine essiccate, disponibili in erboristeria.
  • Gruppo sanguigno A o dei coltivatori-contadini. Il più incline al vegeterianesimo. Alimenti fondamentali: pollo e altri volatili, pesce (luccio, merluzzo, sgombro, salmone, sardine), formaggio di capra e di pecora, yogurt e kefir, verdure (broccoli, crescione, indivia, aglio, cipolle, fagiolini, verza, rapa, lattuga, zucca e semi di zucca e di lino, carote, spinaci, cavolo rosso e cavolini di Bruxelles), soia, frutta (ananas, albicocche, more, fragole, pompelmo, lamponi, ciliegie, fichi, prugne, limoni) e frutta secca (noci e noci del Brasile, pinoli), pane (azzimo, di farro o alla soia), tè verde, vino rosso, zenzero, melassa. A causa di una potenziale predisposizione allo sviluppo di tumori, sono richieste elevate quantità di alimenti contenenti vitamine e antiossidanti; vanno inoltre preferiti cibi di agevole digestione e assimilazione, che non gravino eccessivamente sul processo digestivo.
  • Gruppo sanguigno B o dei nomadi-pastori. Il solo a tollerare, di norma, latte e derivati. Alimenti fondamentali: carne (agnello, coniglio, montone, selvaggina), pesce (luccio, sarde, merluzzo, sgombro, salmone, storione), yogurt e kefir, latte e formaggi (tranne quelli fusi o fermentati), fagioli, verdure (melanzane, carote, peperoni, prezzemolo, broccoli, cavolfiore, cavolo rosso e cavolo cappuccio, cavolini di Bruxelles, barbabietola), frutta (ananas, mela, banana, lamponi, prugne, uva, limoni, papaya), noci e mandorle, pane (azzimo, di miglio o di riso e derivati), tè verde, vino, spezie (peperoncino, aneto, zenzero, menta, salvia). Si riscontra la tendenza a disturbi di natura intestinale – in particolare dovuti al parassita Escherichia coli – e infezioni a livello urinario. È inoltre frequente stanchezza.
  • Gruppo sanguigno AB o dell’era moderna. Misto delle caratteristiche dei gruppi A e B. Alimenti fondamentali: carne (montone, coniglio, agnello, tacchino, fagiano), pesce (luccio, aringa, nasello, salmone, sgombro, cernia, sogliola, sarde), derivati del latte (fiocchi di latte, yogurt, kefir, mozzarella, formaggio di pecora e di capra), verdura (melanzane, cavolfiore, broccoli, fagiolini, cetrioli, prezzemolo, sedano, aglio), patate, frutta (ananas, pompelmo, uva, kiwi, fichi, ciliegie, mirtilli rossi, prugne, limoni) e frutta secca (noci e arachidi), pane (azzimo, di miglio, di riso o di segale, alla soia o al germe di grano), tè verde, curry, caffè. Predisposizioni potenziali: gastrite, tumori (tuttavia inferiore al gruppo A), patologie non virali delle vie respiratorie (specialmente bronchiti), problematiche causate da parassiti quali vermi e Candida albicans.

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IL CONSIGLIO

Prima di iniziare qualsiasi regime dietetico, è consigliato consultare il proprio medico curante e successivamente un nutrizionista o dietologo. Evitate sempre il fai-da-te.

 

LA DIETA ATKINS

 

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Questa dieta prende il nome dal suo ideatore, il medico americano Robert Atkins, che la strutturò per combattere il sovrappeso grave nei propri pazienti. Si tratta di un regime non equilibrato, che è consigliabile adottare per periodi di tempo non prolungati e sotto supervisione di un professionista.

La dieta consta di due fasi:

  • Fase #1. Il fabbisogno energetico dell’organismo è prevalentemente a carico delle riserve lipidiche; si procede a tal fine con la completa eliminazione dei carboidrati;
  • Fase #2. Segue una progressiva reintegrazione dei carboidrati, in particolar modo delle verdure.

Ne derivano quindi due principali categorie di alimenti:

  • Permessi. Carni bianche e rosse, pesce e molluschi, uova (senza limiti); formaggi, panna, oli e grassi, olive, semi oleosi, succo di limone, erbe e spezie, verdure (quantità limitate);
  • Vietati. Cereali, farinacei e dolci, leguminose, latte e yogurt, frutta e succhi di frutta, bevande alcoliche.

I punti a favore della dieta Atkins consistono nella riduzione del rilascio di insulina conseguente al minimo apporto di carboidrati e nella diminuzione potenziale di trigliceridi, adrenalina e altri ormoni. È tuttavia da non sottovalutare la carenza di fibre, vitamine e sali minerali, e l’assunzione di grassi di origine animale concessa fino al 45% del totale.

Non è dunque consigliabile protrarre tale regime per periodi di tempo relativamente lunghi, considerato inoltre il potenziale rischio di incorrere in perdite di sodio e potassio, e di aggravare il fenomeno della stitichezza (per via della scarsità di fibre).

Va infine preso in attenta considerazione questo fattore: la rapida perdita di peso iniziale non continuerà una volta abbandonato il regime alimentare, che come abbiamo detto non può essere mantenuto a lungo.

 

IL CONSIGLIO

Nei regimi dove si predilige l’apporto proteico sarebbe opportuno valutare la funzionalità renale per evitare, in caso di patologie pregresse, di sovraccaricare ulteriormente tali organi.

 

L’articolo non tratta la validità delle diete, ma solo la descrizione del regime alimentare.Marika Aillaud

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