ILPUNTO A FINE PRANZO

di Fabrizio Stella

 

Tra un pranzo in famiglia e una cena con gli amici, alla fine arriva sempre lui: il limoncello, liquore nazionale che, tradizionalmente, conclude i pasti degli italiani! Merceologicamente si tratta di un composto, spesso di produzione domestica, dalle eccellenti proprietà digestive, che si ricava dalla macerazione, in alcol c.d. “buon gusto”, delle bucce di limoni (tipico “l’ovale” di Sorrento!). Fiscalmente si tratta di un prodotto alcolico e come tale assoggettato all’imposizione indiretta sui consumi e sulla produzione disciplinata dal Testo Unico delle Accise. Trattandosi, come detto, di un liquore spesso di produzione familiare dobbiamo considerare le nostre massaie degli accaniti evasori fiscali? No di certo! Soccorre, in tal senso, l’articolo 27, laddove, il comma 2 prevede che la preparazione, da parte di un privato, di prodotti alcolici, destinati all’uso esclusivo dello stesso privato, dei suoi familiari e dei suoi ospiti, con impiego di alcole ad imposta assolta, non è soggetta ad autorizzazione a condizione che i prodotti ottenuti non costituiscano oggetto di alcuna attività di vendita. In sintesi i requisiti di non imposizione sono: la qualifica di privato; la destinazione all’uso esclusivo da parte del produttore o sui familiari e ospiti; l’impiego di alcole assoggettato; il limite dell’attività professionale.

Certamente, le accorte massaie del nostro litorale ben ricoprono la qualifica di “privato produttore”, così come appare assolutamente pacifica la destinazione all’uso esclusivo da parte del produttore, familiari e ospiti. Non vorremmo – giammai – che il buon “padrone di casa” si trovasse a dover scegliere tra la sacra ospitalità, tipica mediterranea, e il rischio di assumere la scomoda veste di involontario “distillatore abusivo”. Ad una prima lettura della norma, potrebbe, forse, sorgere qualche dubbio circa l’assolvimento degli obblighi impositivi con riferimento all’alcole utilizzato, perplessità da fugare immediatamente laddove si utilizzi prodotto normalmente in commercio, il c.d. “buon gusto”, che, a norma di legge, ha già assorbito nel prezzo l’importo dell’accisa. Proprio tale natura non fiscalmente sensibile della “materia prima” utilizzata ha consentito di coniugare la tradizione con la certezza impositiva, prevedendo la deroga della produzione domestica. E allora, buon appetito a tutti! E alla fine… un Limoncello, grazie!

 

CHI È FABRIZIO STELLA

Esperto in fiscalità delle “Accise”. Laureato in Giurisprudenza ed in Scienze della Sicurezza Economico Finanziaria; autore affermato di articoli di carattere tributario in prestigiose riviste specializzate nazionali; con consolidata esperienza di docenza nel comparto dell’imposizione indiretta sulla produzione e sui consumi. Coautore del Volume, per Eutekne editore, “Le Accise non armonizzate – Le imposizioni indirette sulla produzione e sui consumi”. Collabora con il “Gambero Rosso” Editore, come esperto in fiscalità degli alcoli, con interventi nella rivista settimanale economica “tre bicchieri”, nella rubrica “Vino & Fisco”, settore wine & spirits. È formatore Leadership.

 

A proposito dell'autore

ilPunto Magazine, rivista di Enogastronomia & Turismo. La prima e unica pubblicazione di settore del comprensorio a nord di Roma, distribuita gratuitamente e capillarmente, ad occuparsi sistematicamente di turismo ed enogastronomia, di ristorazione e prodotti locali, di informazione ed enomarketing, di eventi e cultura del buongusto, di nuove mode e tendenze turistiche.

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