SPECIALE BIRRA

GLI UOMINI PREFERISCONO LE BIONDE… CONOSCIAMOLE TUTTE!

di Catia Minghi

Come dice Lorenzo Da Bove, in arte Kuaska: “Non esiste la birra, esistono le birre”. Scopriamo insieme i suoi molteplici gusti, colori e gradazioni.

Birre ad Alta Fermentazione

Abbazia. Anticamente prodotte nelle abbazie belghe, oggi secondo ricette di antichi monasteri. Alcoliche e strutturate, hanno un colore che varia dall’oro carico, all’ambrato, al rosso cupo, al bruno scuro.

Ale. È il nome con cui i britannici definiscono la birra tradizionale dalla moderata gradazione alcolica, aromatica e dai colori assortiti. Ci sono svariate sottotipologie per la british alebitter alebrown alemild aleold alepale alereal ale, scotch ale. Le rare ale inglesi di maggiore gradazione alcolica vengono chiamate Barley wine (vino d’orzo). Le alebelghe, invece, generalmente hanno un forte contenuto alcolico (Bières d’abbay), come in Germania (Klosterbier)

Altbier. Prodotta con alta fermentazione, subisce una maturazione a basse temperature. Originaria della Germania, regione di Düsseldorf , oggi è prodotta anche in Giappone e America. Ramata, leggera, digestiva, dal gusto fruttato. Gradazione 4,5%.

Biere Blanche-Witbier. Birra di frumento prodotta in Belgio, leggermente acidula, di color bianco lattiginoso. Assai rinfrescante e digestiva, con particolarità aromatiche dovute all’aggiunta di coriandolo e curaçao.

Berliner weisse. Birra di frumento tipica di Berlino, 3% di alcol, aspetto lattiginoso e spiccata acidità.

Bière de Garde. Birra del nord della Francia, rifermentata in bottiglia, ambrata. Gradazione variabile tra il 5 e il 7%. C’è da dire che oggi alcune di queste birre sono prodotte con lieviti a bassa fermentazione. Bière de Paris è la variante parigina.

Dubbel/Double. Belga rifermentata in bottiglia, dal colore ambrato e carattere maltato. Spesso è una birra trappista o d’abbazia.

Imperial Stout. Nata nel Regno Unito per esportarla nella Russia Imperiale. Concepita per essere conservata a lungo, ha una gradazione alcolica maggiore della stout normale, arriva anche a 8°.

India Pale Ale/Ipa. Termine usato la prima volta nel 1835 per indicare una birra inglese destinata all’esportazione in India. Birra più alcolica e luppolata della pale ale tradizionale. Quelle belghe sono più corpose e forti (alcol 9%). Attualmente le Ipa vanno molto di moda e rappresentano la tipologia più richiesta, in particolare dai consumatori più giovani. Negli ultimi anni, infatti, le Ipa sono diventate i cavalli di battaglia di molti birrifici di nuova generazione che puntano sulle interpretazioni più estreme e moderne rispetto a quelle tradizionali.

Kölsch. Tipica della città tedesca di Colonia, dorata, delicata e decisamente secca. Si beve in un apposito bicchiere cilindrico. Di difficile reperimento nel nostro Paese.

Porter. Originaria di Londra, simile alla stout ma poco meno scura e amara.

Roggenbier. Simile alla Weizen ma viene usata la segale invece del grano, prodotta dalla

Thurn und Taxis e da un’altra birreria.

Saison. Belga, fresca e ben luppolata. Alcol tra il 6% e l’8%. Spesso rifermentata in bottiglia, può essere indicata per l’invecchiamento.

Stout. Birra nazionale irlandese, scurissima, dalla schiuma abbondante e cremosa. È prodotta con orzo torrefatto e con l’aggiunta di caramello. Stile molto apprezzato anche in Gran Bretagna, ma le stout sono prodotte anche in altri Paesi. Una stout molto forte e famosa è la Russian Stout, originariamente prodotta nell’800 a Londra, per essere esportata a Pietroburgo. Viene prodotta ancora oggi ed esportata in tutto il mondo. Le stout inglesi sono più dolci (sweat stoutmilk stout o cream stout).

Strong Ale. Stile diffuso in Gran Bretagna e Belgio. Alcol superiore al 6%, colore ambrato e molto aromatica.

Trappiste. Birre rifermentate in bottiglia e ancora oggi prodotte dai monaci trappisti in 6 abbazie (5 in Belgio e 1 in Olanda). La gradazione varia dai 6° ai 9°, come il colore: dall’oro carico all’ambrato, allo scuro. Gusto pieno e schiuma ricca. Al fine di apprezzarne meglio gli aromi, è preferibile berle in grandi bicchieri chiamati balloon. Può essere chiara ambrata o scura. Alcune destinate ad invecchiare.

Tripel/Triple. Ale belga rifermentata in bottiglia. Ovviamente più alcolica della dubbel/double.

Weizen (Weisse). Birre tedesche di frumento, schiuma abbondantissima dal gusto un po’ asprigno.

Molto dissetanti e rinfrescanti, sono anche digestive. Il lievito che resta in sospensione le dona un gusto particolare e un aspetto opaco. Sono prodotte in 3 tipi: Hefeweizen (chiare con lievito), Dunkelweizen (scure con lievito) e Kristallklar (chiare, ma senza lievito che viene filtrato).

Weizen Bock. Tedesca, a base di frumento e ambrata.

Wheat Bear. Birra di frumento americana.

Birre a Bassa Fementazione

Biere de Mars. Francese, prodotta in autunno e consumata per festeggiare l’inizio della primavera. Ben strutturata, ambrata, alcol 5%.

Bock. Birre tedesche dalla gradazione elevata. Dense, chiare e corpose, dal deciso sapore di malto. Quando sono ancora più forti diventano Doppelbock (ambrate o scure).

Cream Ale. Americana chiara, non particolarmente strutturata nel corpo e nel gusto. Spesso viene tagliata con una lager chiara. Vicina al 5% di alcol.

Dortmunder o Export. Prende il nome della città tedesca di Dortmund in Renania, che fu uno dei primi centri d’esportazione della birra. Alcol 4,5%.

Eisbock. Antica birra tedesca ottenuta dalla sottrazione di una parte della componente acquosa attraverso il congelamento del fusto. Il risultato è una birra corposa, alcolica e dal gusto deciso.

Esotiche. Non si tratta di una vera tipologia di birra, ma semplicemente una denominazione di fantasia per identificare quelle birre che ci portano atmosfere di Paesi lontani e affascinanti. Rientrano quasi tutte praticamente nella grande famiglia delle birre lager, ma hanno caratteristiche particolari. Le birre latino-americane, per es., sono di colore molto chiaro, sapore delicato, grande bevibilità.

Ice Beer. Versione moderna della Eisbock, congelata durante la maturazione.

Kellerbier. Bavarese, non filtrata e tipicamente poco frizzante.

Lager. Possiamo dire che ciascuna birra a bassa fermentazione è genericamente chiamata lager. Il nome deriva dal tedesco e indica i magazzini, le cantine in cui viene messa a maturare.

Malt Liquor. Chiara, americana, gradazione alcolica elevata, da cui il nome liquore di malto. Sono in pratica le doppio malto Usa.

Märzen. Tipica di Monaco di Baviera. Prodotta in marzo per essere consumata durante l’Oktoberfest, dove viene bevuta in grandi quantità, esclusivamente in boccali (mass) da 1lt. Chiara, di buon corpo e dal carattere maltato, con un contenuto alcolico attorno al 5%. In Austria è l’equivalente della helles-bier o voll-bier bavarese (Münchner bionda).

Münchner. Scura e tipica di Monaco di Baviera. Uno dei primi stili a bassa fermentazione. Alcol 4,5%.

Pils/Pilsner. Prende il nome da Pilsen, la città ceca in cui è nata e dove è ancora prodotta la famosa Pilsner Urquell. Uno stile apprezzato, diffuso in molti Paesi dove vengono prodotte birre denominate pils pilsener. Le pils, generalmente, hanno un colore oro pallido e sono molto luppolate; ciò le conferisce un tocco di amarognolo in più (le pils bavaresi, al contrario, sono meno amare), gusto secco, pulito. Schiuma abbondante con perlage finissimo. Si bevono in calici flûte.

Rauchbier. Caratteristica di Bamberg, in Franconia (Germania). La germinazione del malto viene interrotta mediante l’affumicatura con legno di faggio invecchiato, e il sapore d’affumicato lo conserva fino a prodotto finito. Dal colore scuro, è di difficile reperimento in Italia.

SchwambìerLager tedesca di colore scuro, alcol circa 5%.

Strong Lager. Intuibile dal nome, è una lager a forte gradazione.

Vienna. Dal colore ambrato scarico con buon tasso alcolico e gusto delicato.

Birre a Fermentazione spontanea

Faro. È una lambic a cui durante la rifermentazione s’aggiunge zucchero. Alcol 5%.

Gueuze. Belga, ricavata dalla miscelazione di vari tipi di birre. È chiamata anche lo Champagne del Belgio, sia per il tipo di schiuma sia per il sapore secco e perché imbottigliata nelle champagnotte, le classiche bottiglie. Può essere aromatizzata, per macerazione, con vari tipi di frutta. Tra le più note, la Frambozen (lampone), ma si producono anche birre alla banana, al mirtillo, alla pesca o al ribes.

Krieken. È una lambic che ha subito un’ulteriore fermentazione grazie all’aggiunta di ciliegie intere. Ideale come aperitivo, fredda nel bicchiere flûte.

Lambic. Prodotta con una buona percentuale di malto di frumento, rifermentata in bottiglia o in botti di quercia o rovere. Dal sapore fresco e piuttosto acido, ha un colore chiaro opalescente e un’alcolicità vicina al 4%. Talvolta, con lo scopo di addolcirne il carattere, alla Lambic viene aggiunta della frutta durante la fermentazione. La birra prende il nome di Framboise se si tratta di lamponi, Kriek di ciliegie, Pèche di pesche, Cassis di ribes neri.

Birra artigianale – Microbirrifici

La birra artigianale è un prodotto che si differenzia dalla birra industriale perché, oltre ad essere prodotta in quantità limitate, non viene pastorizzata e solo raramente. Questo la rende più ricca di aromi ma meno conservabile. Si tratta di un prodotto artigianale che esprime la personalità, il gusto e la creatività del birraio che la produce. Una particolare attenzione è riservata alle materie prime di alta qualità. L’internazionalizzazione dei mercati ha infatti reso disponibili malti e luppoli coltivati e prodotti in ogni nazione e nei vari continenti, ampliando le possibilità di scelta per il produttore di birra. Le birre artigianali hanno tutte gusti e aromi più marcati, caratteristiche organolettiche e stili diversi. Nell’ammostamento i birrai italiani stanno dando libero sfogo alla loro genialità inserendo vino, prosecco, carciofo, radicchio, castagne, legumi, spezie, miele, cioccolato, agrumi. Trattandosi di piccole produzioni, hanno ovviamente un costo maggiore di quelle industriali e pertanto si rivolgono a un pubblico d’intenditori e appassionati.

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