TOSCANA GOLOSA

ABBADIA SAN SALVATORE

TERRA DI SANTI, MINATORI, BOSCAIOLI… E BUONGUSTAI

di Licia Mampieri e Silvio Vitone

 

I rossi fiammeggianti, i gialli intensi, i marroni sfumati, i verdi del sottobosco, l’aria dorata tra autunno e inverno. Così si presenta l’Abbadia San Salvatore, adagiata sulle pendici orientali del Monte Amiata, in Toscana, provincia di Siena, su di un pianoro alla base di un cono vulcanico ed a dominio della Valle del fiume Paglia. Nota fin dal tempo degli Etruschi e poi dei Romani, ha avuto il suo sviluppo al tempo dei Longobardi, quando re Rachis (o Ratchis), dedito alla vita spirituale, progettò di costruire in Toscana dei monasteri. Mentre il re era a caccia sul Monte Amiata gli apparve una visione su un albero; un lume, ora uno, ora trino. Così nel luogo in cui sorgeva l’albero fece costruire una chiesa. L’edificazione dell’Abbazia ha permesso lo sviluppo del paese. Il bellissimo borgo, che noi abbiamo visitato durante la Festa medievale, ben conservato e carico di suggestioni, si è formato dall’anno Mille al 1200. Abbada San Salvatore è “terra murata” per le sue antiche mura e il borgo che sorge nei pressi dell’Abbazia, con la chiesa, la cripta, il chiostro, facenti parte dell’antico monastero. La crescita del nucleo storico si è avuta a metà dell’800 a seguito dell’apertura della miniera di mercurio, che contribuì anche al benessere economico-sociale. Gli straordinari giacimenti di cinabro trasformano la vita della gente amiatina e ne migliorano tantissimo le condizioni. L’ultima miniera si chiude nel 1976 e oggi si può rivivere questo fenomeno andando a visitare il Parco del Museo Minerario, dove si conservano le testimonianze affascinanti della trasformazione del cinabro, da antico prodotto alchemico a moderna risorsa industriale. Noi siamo andati nei camminamenti delle miniere e ne abbiamo subìto il fascino. Per gli amanti delle terme i Bagni di San Filippo, a due passi dalla storica Via Cassia, offrono, oltre alle terapie termali, anche un benefico idromassaggio naturale al cospetto di un paesaggio incantevole, il Fosso Bianco, noto per le cascate calcaree formate dalle acque.

GASTRONOMIA E VINI

vino montecucco abbadia san salvatore

 L’arte povera della cucina amiatina è ricca di sapori e profumi intensi. Le erbe aromatiche e officinali si usavano e si usano ancora oggi per fare tortelli e zuppe. Ottima la Zuppa con strigoli e ricotta. Lamponi, sambuco, corbezzoli e more danno confetture prelibate. E non può mancare la marmellata di marroni, arricchita con cioccolata e cognac. La sapienza delle donne da secoli prepara in casa la pasta con il matterello, e ne fa gnocchi  e pici conditi con generoso sugo di carne e pizze di ogni tipo. Per chi ama i sapori antichi non può mancare la delicata polenta di castagne, piatto unico dei vecchi minatori. Ad Abbadia San Salvatore la cucina è un’arte, ancora oggi, tutta femminile. Sono state tante le grandi cuoche. Castagne e funghi sono gli ingredienti più tipici della cucina amiatina; ed è per questo che un territorio si trasforma in tradizione e la tradizione diventa cibo e cultura. Gli allevatori possono vantare la carne di cinta senese, questo maiale nobile con il manto grigio scuro, che vive allo stato semibrado, caratterizzato da una fascia bianca che cinge il torace e la parte superiore della schiena. Eccellenti i formaggi di capra, la ricotta, il ravaggiolo, il primo sale, lo scottino e il pugnolo. Il crostino di cavolo con aglio, olio e peperoncino è tipico della vigilia di Natale. Olio extravergine di oliva con bassissima acidità e vino nobilitano i prodotti del territorio. Per i vini non vi è una grande varietà, ma il più conosciuto è il Montecucco, bianco e rosso, da vitigni coltivati sul versante senese e grossetano dell’Amiata. È diffuso anche il Rosso di Montepulciano per i piatti tipici di cacciagione e funghi.

 

SOSTE GUSTOSE

  • ALBERGO RISTORANTE SELLA

(Località Pianello, nella faggeta del Monte Amiata a 1.650 mt. sul l.m., aperto tutto l’anno, tel 0577.789747).

Tra i primi piatti vi consigliamo la Zuppa di funghi in crosta di pane e i Pici alla senese con soffritto di briciole di pane in olio extravergine di oliva. Un ottimo secondo è la Cinta senese al tegame in bianco con aromi di salvia, rosmarino e vino rosso Montecucco. Il castagnaccio conclude un saporito desinare.

  • OSTERIA DEI GHIOTTI

(P.za della Repubblica 46. tel. 0577.777253. Aperto tutto l’anno).

I piatti tipici di questo locale sono i Tortelli di ricotta e spinaci con rucola e parmigiano e i Tortelli alla cinta senese con ragù badengo (carne macinata, vino rosso, aglio e rosmarino). Inoltre Cinghiale alla cacciatora bagnato con vino rosso Montecucco e per dessert la Ricciolina preparata con pasta frolla e cioccolata.

Feste & Artigianato

L’OFFERTA DEI CENSI

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La Festa medievale nello splendido borgo di Abbadia è un evento di mezza estate che rievoca usi e costumi del XIII secolo, in particolare l’offerta dei Censi, cioè il pagamento dei tributi all’abate del Monastero. Si può assistere, come abbiamo fatto noi, al corteo storico, ma anche degustare i sapori dei tempi antichi, come la Zuppa di lenticchie e spinaci, la Rosticciana di maiale al vino, la Cipolla al sesamo e per finire Castagnaccio e Sbriciolona! Tutto questo mentre il Mastro cartaio e il Fabbro ferraio lavorano in bottega, testimoni di eredità secolari.

www.prolocoabbadia.it / info@prolocoabbadia.it

Come arrivare

Da Roma, in autostrada fino a Chiusi/Chianciano Terme, quindi seguire le indicazioni per la Val d’Orcia e la Cassia. Con il treno da Roma fino alla stazione di Chiusi/Chianciano Terme e poi proseguire con autobus di linea oppure taxi sino ad Abbadia San Salvatore.

A proposito dell'autore

ilPunto Magazine, rivista di Enogastronomia & Turismo. La prima e unica pubblicazione di settore del comprensorio a nord di Roma, distribuita gratuitamente e capillarmente, ad occuparsi sistematicamente di turismo ed enogastronomia, di ristorazione e prodotti locali, di informazione ed enomarketing, di eventi e cultura del buongusto, di nuove mode e tendenze turistiche.

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