SARDEGNA, ARCIPELAGO SULCITANO

L’ISOLA NELL’ISOLA

VACANZE GOLOSE A SANT’ANTIOCO

 

A SUD-OVEST DELLA SARDEGNA, TERRA DI COLORI MAGICI E PROFUMI AVVOLGENTI, SI TROVA L’ISOLA DI SANT’ANTIOCO, NELLA PROVINCIA DI CARBONIA-IGLESIAS, COLLEGATA DA UN ISTMO ALLA TERRAFERMA, CON A FIANCO L’ISOLA DI SAN PIETRO, RAGGIUNGIBILE SOLO VIA MARE. È LA LOCALITÀ PRESCELTA PER SOGGIORNI D’INCANTO, TRA LE BELLEZZE DI UN MARE IMMACOLATO E LA RICCHEZZA DEI PRODOTTI ENOGASTRONOMICI. IL PARADISO DEI BUONGUSTAI…

di Licia Mampieri e Silvio Vitone

 

L’abitato di Sant’Antioco, situato sulla sponda orientale della medesima isola, è il più grande dell’arcipelago sulcitano, oltre che l’erede dell’antica Sulci, fondata dai Fenici nel 750 a.C. Conquistata dai Romani divenne municipium, soprattutto per l’importanza del commercio dei minerali del territorio iglesiente. Le testimonianze della sua storia sono le necropoli punica e romana e il Fortino Sabaudo, detto anche Forte Su Pisu. Sono interessanti e da visitare il Museo Archeologico e il Museo Etnografico. In tema di etno-geografia si segnala la Sagra di Sant’Antioco che si svolge dopo le festività pasquali e si ripete il 1° agosto. Con la caduta dell’Impero Romano l’isola di Sant’Antioco assume una relativa autonomia sotto il Giudicato di Cagliari. Con il Trattato di Utrecht del 1713 fu annessa al Regno di Piemonte, nel 1796 venne ceduta alla Francia e nel 1815, con la Restaurazione, tornò sotto il dominio dei Savoia. L’isola è territorialmente suddivisa in due Comuni: Sant’Antioco e Calasetta.

 

HABITAT

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Di origine vulcanica, Sant’Antioco si presenta con pareti ripide e scoscese a falesia, nella parte occidentale verso il mare aperto; mentre nella parte orientale, verso la Sardegna, ha coste basse e sabbiose. La vegetazione è tipica della macchia mediterranea, costituita da lentisco, corbezzolo, ginepro, oltre a piante autoctone quali la palma nana e il dattero di Creta. Nelle zone riparate dal vento si trovano orti e vigneti ed è praticata la coltivazione della vite, del fico e del fico d’india. Il clima è mediterraneo caldo.

 

CALASETTA

Il nome deriva da Cala di Seta, una piccola insenatura dove, a fine ‘700, si stabilirono famiglie dei pescatori di corallo, di origine ligure provenienti da Tabarqua in Tunisia. È un paese che tuttora mantiene, nei costumi e nella lingua, un’impronta genovese. Il dialetto arcaico degli antichi genovesi è chiamato tabarchino. Da Calasetta ci si imbarca da Carloforte e l’isola di San Pietro.

 

GASTRONOMIA E VINI

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L’isola di Sant’Antioco offre varietà gastronomiche che non differiscono molto da quelli che sono i prodotti isolani. Gnocchetti sardi, detti
Malloreddus, di pasta di semola di grano duro, acqua e zafferano, impastati a mano e conditi con ragù a base di salsiccia e pecorino, alla ‘campidanese’. Inoltre la fregola sarda, altro prodotto di pasta di grano duro simile al cous-cous. E poi il maialino, la ventresca di tonno e altri piatti tipici, accompagnati da varie tipologie di pani, come il rinomato Carasau, il Pane con gerda, il Cirriaxiu. La Cassola è un altro piatto tipico ed è una zuppa di pesce condita con salsa di pomodoro, aglio, olio e peperoncino. Altri piatti prelibati sono le Linguine con bottarga (uova di muggine), il pesce di scoglio e le aragoste. I dolci di Sant’Antioco seguono la tradizione isolana con ingredienti tipici come miele, pecorino fresco, acqua di fiori d’arancia, strutto e limone. Tra i più noti vi sono i Culingiorus dolci, panzerotti con il miele, senza dimenticare le Sebadas (o Seadas), il dolce sardo più conosciuto, sfoglie ripiene di formaggio fresco, ripiegate a mezzaluna e fritte nell’olio d’oliva, infine cosparse di miele ancora calde. I vini sono tutti di ottimo livello. L’immancabile Cannonau, il più rinomato dell’Isola, vino robusto dal colore rosso rubino: è il più adatto ai menu di terra dove protagonista è la carne. Nel Sulcis, quindi anche a Sant’Antioco, si produce il Carignano da un vitigno a bacca rossa resistente ai venti salmastri. Si può degustare anche il Monica, un vino rosso che deriva da uno dei vitigni più antichi dell’Isola, attestato fin dal Medioevo. Da abbinare al pescato locale è il Vermentino, un vino bianco originario della Gallura da un vitigno iberico che è d’uso ovunque in Sardegna. E poi il vino Malvasia, arrivato dalla Grecia già in epoca bizantina, ottenuto da un vitigno che si coltiva soprattutto nel Campidano. Ma il bianco Nuragus DOC ha origine dal vitigno più antico dell’isola, portato forse dai Fenici.

 

DOVE MANGIARE

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L’Eden. Situato nei pressi della Basilica in cui si trovano interessanti catacombe del V-IV sec. a.C. Offre, oltre ad un soggiorno alberghiero, anche un accogliente ristorante. Tra i piatti tipici: Gnocchetti sardi con ragù di salsiccia e conditi con formaggio pecorino, Linguine ai gamberi con pomodorini e basilico, Maialino alla brace ardente aromatizzato con mirto e succo di limone, dalla crosta dorata e croccante. E ancora: Ventresca di tonno alla griglia con pomodorini locali. Il tutto accompagnato da un vino Carignano rosso oppure un bianco Vermentino. P.za Parrocchi, 15 – Tel. 0781.840768

Il Cantuccio. Propone cucina sarda e una linea di piatti innovativi a base di pesce fresco. Viale Tronto, 16 – Tel. 0781.82166

 

COME ARRIVARE

In aereo: con partenza da Roma-Fiumicino con scalo all’aereoporto di Cagliari Elmas.

In nave: con partenza da Civitavecchia e scalo ad Olbia-Golfo Aranci.

Per l’interno dell’isola il mezzo di trasporto consigliato è l’automobile, ma esiste anche un buon servizio di pullman regionale.

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